Casa subito, reddito per tutti (Cosenza)

Casa subito, reddito per tutti!


Stamattina decine di famiglie,migranti e precari hanno finalmente gridato alla città di Cosenza tutta la loro rabbia e il loro dissenso verso l’intera amministrazione comunale, per rivendicare un diritto sociale inalienabile: il diritto all’abitare.
Ci siamo ritrovati su via Piave e abbiamo occupato il palazzo delle Politiche sociali chiedendo spiegazioni per quanto riguarda i criteri in base ai quali vengono assegnate le case popolari, e come mai ci sono tantissimi palazzi vuoti che non vengono requisiti dal comune ed adibiti ad edilizia popolare. Dopo questa prima azione abbiamo deciso di raggiungere il comune di Cosenza per incontrare il Sindaco Salvatore Perugini. Ma si sa che la politica istituzionale quando vede i problemi veri della città,si barrica nei suoi inutili stanzoni. E cosi è stato, anzi, poco dopo essere arrivati ,sopraggiungono due volanti della polizia che cercano in tutti i modi di smorzare la lotta arrivando a qualche momento di tensione. Cerchiamo di entrare dentro il comune ma i vigili bloccano la porta, cominciano gli spintoni e non solo… Un nostro compagno viene lievemente ferito al naso, ma la tensione finisce dopo pochi istanti. Subito dopo blocchiamo la strada per mezz’ora,intasando il traffico cittadino con striscione e megafono in mano rivendicando i diritti negati e sputtanando l’inefficienza delle istituzioni locali verso la questione abitativa. Questa è solo la prima giornata di protesta e denuncia, la lotta non cesserà fino a quando non ci riapproprieremo del diritto all’abitare, inteso come forma di riappropriazioni di reddito e diritti sociali, e non come terreno di speculazione dei palzzinari.
Basta speculare sui nostri diritti!

A Cosenza la politica abitativa è stata sempre messa in secondo piano pensando che in questa città non ci fosse una reale emergenza abitativa che vede decine di famiglie, migranti e precari combattere ogni giorno con affitti esorbitanti, sfratti esecutivi e alloggi fatiscenti. Le graduatorie sono ferme al 1985 a cui non sono seguite assegnazioni se non in termini di emergenza o di tornaconti elettorali dell’amministrazioni comunali. l’ultimo bando risale al 2005 con 1780 domande e nessuna soluzione. Vengono ristrutturati palazzi storici di proprietà pubblica da tenere vuoti. È il caso di palazzo Bombini a Via Gaeta, dell’ex Albergo Bologna, di palazzo Casalli Vaccaro, ecc. ristrutturati da anni e inutilizzati o sotto utilizzati mentre potrebbero essere assegnati a chi da anni aspetta una casa o alle nuove soggettività (famiglie, giovani precari e migranti) che neanche riescono ad entrare in graduatoria perché i parametri di accesso ai bandi non comprendono una valutazione reale della crisi attuale.
E mentre da un lato crescono palazzi che resteranno vuoti perché soverchiano il fabbisogno, dall’altro si vedono ancora centinaia di persone per le quali la casa è un lusso che non si può permettere. E da parte di comune e Aterp nessuna volontà di risolvere la questione anzi, si continuano a rilasciare concessioni edilizie a privati destinando Cosenza a soffocare nel cemento a discapito del recupero dell’esistente e di politiche abitative che garantiscano un diritto attualmente negato a centinaia di cittadini. Non chiediamo la costruzione di nuovi alloggi -che porterebbe ad una ulteriore cementificazione della città- bensì la destinazione di alloggi esistenti inutilizzati ad edilizia popolare.   
Siamo oggi all’ufficio delle politiche sociali per sottolineare l’immobilismo e il clientelismo che caratterizza quest’ufficio e l’intera amministrazione comunale.    
Da oggi decine di famiglie, precari e migranti si organizzano in un comitato di lotta per la casa per rilanciare un percorso di riappropriazione di reddito e diritti sociali. La casa intesa non come monopolio dei palazzinari ma come conquista di reddito indiretto.    

Da giovedì prossimo sarà attivo lo sportello antisfratto dalle 15.00 alle 16.30 presso il centro popolare Rialzo.

Cosenza, 3 marzo ’10       

Comitato di lotta per la casa