Abstract intervento sul caso berlinese. Laura Colini

Strategie e limiti dell’abitare collettivo a Berlino

Strategie
e limiti dell’abitare collettivo a Berlino

Berlino
e’ un esempio unico per tolleranza e stimoli di forme diverse
dell’abitare urbano. A Novembre del 2009, la Berlino unificata
compie vent’anni. Dopo la caduta del muro, la transizione verso il
sistema capitalista occidentale, e’ stata fortemente combattuta sul
terreno dell’urbano da uno spirito di ribellione anarchica e di
coscienza sociale che ha caratterizzato l’evoluzione della città
stessa attraverso occupazioni, autogestione di spazi comuni e centri
culturali collettivi. Usi sperimentali di spazi hanno inventato,
proposto e costruito l’utopia reale di un abitare che risponde
più ad esigenze sociali e culturali che a quelle delle
economie di mercato. Berlino, per uniche ragioni congiunturali
storiche e politiche, è stata la culla di un’urbanità
che ha praticato tipologie dell’abitare autorganizzate che a
tutt’oggi sono un valore sociale, economico e ambientale per la
città. Alle forme di alloggio collettive, si associano
modelli di vita politicamente impegnati che investono in economie
solidali e di sussistenza, nel risparmio energetico e rispetto
dell’ambiente, e nella cultura sperimentale come nutrimento primo
della società. Se il percorso di molte delle occupazioni anni
Novanta ha per molti soggetti inizialmente coinvolti avuto un corso
di lenta assimilazione nel sistema main-streaming, molte sono ancora
le realtà di spazi autogestiti che lottano per la
sopravvivenza contro il processo di mercificazione delle subculture e
di soppressione dei Freiräumen (progetti abitativi comuni).
Berlino dà segnali di cambiamento: sposa politiche pubbliche
apparentemente progressiste con tratti neocomunitaristi
(Jessop:2002), che tendono sempre più la mano
all’imprenditoria dell’industria creativa e della speculazione
con mega progetti di rigenerazione urbana (Mayer: 1995) che mettono
in pericolo questo patrimonio sociale.

La
presentazione al seminario da’ un acconto critico dello stato
attuale di alcuni progetti dell’abitare autogestito, raccontandone
in breve tratti le forme di gestione e la loro curva evolutiva,
concludendo con un proposta di ricerca transnazionale.